La data governance sta diventando la nuova “priorità” degli uffici aziendali, con l’obiettivo di trovare un nuovo equilibrio tra smart working e ritorno in presenza. Una rivoluzione che si gioca nella capacità delle aziende di raccogliere, interpretare e trasformare milioni di informazioni in decisioni concrete. Sette imprese su dieci hanno già adottato sistemi dedicati alla gestione e alla valorizzazione dei dati. La spinta arriva da un cambiamento ormai evidente. Sempre più lavoratori stanno tornando in ufficio e gli spazi devono adattarsi a modalità di utilizzo profondamente diverse rispetto al passato.
Secondo il Global Workplace & Occupancy Insight 2026, il tasso di occupazione globale degli edifici ha raggiunto il 53% nel 2025, il valore più alto dal periodo pre-pandemia. Mentre per il Global Occupancy Planning Benchmark Report 2026, il 62% delle aziende richiede giorni fissi di presenza e sette dipendenti su dieci lavorano in sede tra tre e cinque giorni alla settimana. Un ritorno che sta mettendo sotto pressione gli ambienti di lavoro e che rende indispensabile conoscere, quasi in tempo reale, come vengono utilizzati edifici, postazioni e servizi. Se l'occupazione media degli edifici è salita al 53%, quella delle singole postazioni ha raggiunto addirittura il 111%, segno che le scrivanie vengono condivise, prenotate e riutilizzate con una frequenza mai registrata prima. E progettare gli uffici sulla base di stime o abitudini non basta più. Servono informazioni precise e continuamente aggiornate.







