Per anni, il mantra “data is the new oil” ha dominato le strategie delle board aziendali, spingendo i dipartimenti ICT verso una raccolta indiscriminata di asset informativi. L’idea sottostante era semplice: più dati accumuliamo, maggiore sarà il vantaggio competitivo estraibile tramite analytics e AI. Tuttavia, nel 2026, questa filosofia ha mostrato il suo lato oscuro, trasformando i promettenti Data Lake in veri e propri Data Swamp (pantani di dati). L’esplosione dei volumi ha generato un fenomeno di infobesità aziendale che non solo mina le prestazioni dei sistemi, ma gonfia i costi infrastrutturali e frammenta la sicurezza, creando un debito tecnico difficilmente sostenibile.