Il 70,8% delle azienda utilizza l'AI per estrarre conoscenza e informazioni da documenti di testo e il 59,1% usa quella generativaRoma, 21 luglio 2026 – L’intelligenza artificiale non entra in azienda solo attraverso grandi progetti di trasformazione digitale. Sempre più spesso arriva prima, in modo più semplice e meno visibile: un contratto caricato in un tool generativo per essere riassunto, una schermata condivisa con un assistente digitale, un documento interno elaborato da uno strumento esterno.
I dati Istat sull'uso AI nelle aziende
Secondo fonte Istat, il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza tecnologie di intelligenza artificiale, il doppio rispetto all’8,2% del 2024. Tra le aziende che adottano AI, il 70,8% utilizza strumenti per estrarre conoscenza e informazioni da documenti di testo e il 59,1% ricorre a tecnologie di AI generativa, mentre cresce la quota di imprese che usa l’AI senza ricondurla a una finalità aziendale definita. “Il problema non è usare l’intelligenza artificiale in azienda, ma introdurla nei processi senza aver prima chiarito cosa può trattare, con quali limiti e sotto la responsabilità di chi”, spiega Alessandro Vercellotti, avvocato e fondatore di Legal for Digital, studio legale italiano specializzato nel diritto del digitale. “Molte aziende pensano all’AI come a un acceleratore di produttività, ma quando in un tool finiscono contratti, dati clienti, il tema diventa anche privacy. Se l’impresa non sa quali strumenti vengono usati dai team, non può sapere davvero quali dati sta trattando”.







