| 21 Luglio 2026 14:03 |

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(Adnkronos) – Il maggior coinvolgimento sul piano sociale ed emotivo, tipico dell’estate, può far emergere difficoltà nella sfera sessuale che molti uomini tendono ancora a vivere con imbarazzo o a liquidare come semplici ‘défaillances’. Tra queste problematiche, la disfunzione erettile (De) interessa circa 3 milioni di uomini in Italia, con una prevalenza che aumenta con l’età. Oltre a essere un disturbo della sfera sessuale, la De può rappresentare anche un possibile indicatore di squilibri più ampi nello stato di salute generale della persona. È proprio questo il concetto al centro del volume interdisciplinare di Emmanuele A. Jannini, professore ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all’università di Roma Tor Vergata, intitolato ‘The Canary in the Coalmine: Erectile Dysfunction as the Best Biomarker of Non-Communicable Chronic Diseases’, pubblicato con il patrocinio della Siams (Società italiana di andrologia e medicina della sessualità), con il supporto di Viatris.

Il testo – pubblicato da Springer Nature all’interno della collana internazionale ‘Trends in Andrology and Sexual Medicine’ e disponibile in open access – propone una lettura innovativa sulla disfunzione erettile, identificandola non solo come disturbo della sfera sessuale, ma come possibile indicatore precoce di un ampio spettro di malattie croniche non trasmissibili. Non a caso il titolo definisce la De il ‘canarino nella miniera di carbone’: proprio come gli uccellini utilizzati in passato nelle miniere per rilevare tempestivamente la presenza di gas tossici invisibili, la De può essere un primo segnale di condizioni di salute più gravi e ancora non diagnosticate. Questa condizione – ricorda Viatris in una nota – può infatti essere associata a molteplici fattori sottostanti e rappresentare un elemento predittivo di diversi problemi di salute, dalle patologie cardiovascolari al diabete e ai disturbi metabolici, fino alle alterazioni ormonali ed endocrine e ai disturbi legati alla salute mentale. “La disfunzione erettile – spiega Jannini – non dovrebbe essere interpretata come un problema esclusivamente fisico, ma come una condizione multifattoriale in cui aspetti biologici, psicologici, relazionali e sociali concorrono tra loro”.