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“Oggi accendiamo i riflettori su un aspetto troppo spesso sottovalutato: il valore del lavoro e dell'impegno, da parte di tanti cacciatori volontari che, durante tutto l'anno, e non solo durante la stagione venatoria, valorizzano e si prendono cura del territorio, a tutela del patrimonio ambientale e dell'equilibrio naturale.”Queste le parole del consigliere regionale Sonia Brescacin (Gruppo Misto) nell'introdurre la conferenza stampa.“Mi piace sottolineare che il ruolo del cacciatore non si ferma solo al prelievo ma, soprattutto, è strategico per la gestione del territorio e della fauna selvatica – ha chiarito Brescacin - Aspetti, questi, che non possono prescindere dalla conoscenza approfondita del territorio: in questo senso, la figura del cacciatore è fondamentale perché vive l'ambiente in modo continuativo e ne conosce esigenze e fragilità, ne intercetta i cambiamenti. I volontari del Comprensorio Alpino 31 di Vittorio Veneto, attraverso attività di censimento e di monitoraggio, gestiscono e tutelano il territorio, svolgono manutenzione dei sentieri, curano i boschi e recuperano aree degradate: il loro impegno è encomiabile e, per questo, hanno tutta la nostra gratitudine. Offrono un contributo concreto e prezioso per la tutela delle aree montane e della loro fruibilità, grazie a un impegno silenzioso e costante. Fondamentale è altresì la collaborazione con le associazioni e il mondo scientifico per tutelare la biodiversità e preservare un rapporto equilibrato tra uomo e natura.”“Gestiamo il territorio del comune di Vittorio Veneto dal punto di vista faunistico e operativo, in collaborazione con la Polizia provinciale. La caccia sta rapidamente cambiando, come sta cambiando la società. Ora siamo chiamati a gestire il patrimonio faunistico, aspetto prioritario rispetto al prelievo: i censimenti e il monitoraggio, coinvolgendo anche chi non è cacciatore, sono aspetti fondamentali per la corretta gestione di un Comprensorio Alpino – ha spiegato il Presidente del Comprensorio Alpino 31 di Vittorio Veneto, Franco Alpago – Siamo 184 soci. Vogliamo mantenere l'equilibrio tra attività umane e biodiversità. La fauna rappresenta una risorsa naturale rinnovabile, da conoscere e valorizzare. Interveniamo con azioni mirate basate su dati e osservazioni sul campo. Ricordo che sono state oltre 400 le ore che abbiamo messo a disposizione del territorio nel 2025. Cerchiamo in particolare di manutentare i sentieri perduti di una volta e le praterie alpine. Organizziamo delle serate formative e informative destinate ai cacciatori.”“La Coturnice e il Gallo Forcello sono i nostri due fiori all'occhiello – ha aggiunto Franco Alpago - Censiamo al canto la coturnice e monitoriamo le arene del Gallo Forcello. Monitoriamo anche la beccaccia e la lepre, Controlliamo di notte il cinghiale e attenzioniamo la Peste Suina Africana. Monitoriamo il territorio anche con gare e attività cinofile. Abbiamo recentemente inaugurato il Bivacco del Pian dei Grassi, riportando dopo 60 anni il pascolo delle mucche in prossimità del Bivacco: di questo siamo assolutamente orgogliosi.”La consigliera delegata per gli ungulati, Jessica De Toffoli, si è soffermata sul “censimento delle quattro specie di ungulati che vivono nel nostro territorio: camoscio, capriolo, cervo e muflone, oltre alla coturnice e al muflone. Monitoriamo le specie per numero, per sesso e per età. Censiamo in particolare il camoscio, durante la stagione pre-primaverile, nel mese di marzo. Inoltre, monitoriamo il capriolo, che è distribuito nell'intero Comprensorio, dai vigneti alle alture. Attenzioniamo anche il cervo, durante le ore notturne, e il muflone, nel mese di maggio, una specie questa che si è sviluppata molto negli ultimi anni avendo trovato un territorio a lui particolarmente favorevole.”La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO








