Il riscaldamento climatico rischia di spalancare le porte dell'Antartide ad astici «mangialegno». Gli altri relitti che attendono di essere salvati

Prima ancora degli astici "mangialegno" e dei microorganismi, potrebbe essere la burocrazia a condannare l'Endurance, uno dei relitti più importanti della storia marittima. Dal 2022, anno in cui fu finalmente localizzato dopo un secolo di ricerche, il celebre tre alberi di Shackleton attende ancora una missione che possa visitarlo di nuovo.Per proteggerlo gli ambientalisti vogliono istituire la prima area marina protetta della regione, nel timore che il relitto diventi sempre più accessibile, sia agli esploratori (e cacciatori di tesori) che a specie animali finora estranee a quei fondali. Il riscaldamento climatico, infatti, rischia di spalancare le porte dell'Antartide ad alcuni astici che hanno il legno come base della propria dieta, e che prima o poi potrebbero raggiungere la nave.

L'Endurance giace a circa 3000 metri di profondità nel Mare di Weddell, più o meno la stessa quota a cui riposa il Titanic. Ma a differenza di quest'ultimo, la sua struttura in legno si è conservata in condizioni straordinarie, quasi intatta, grazie alle temperature prossime allo zero dei fondali antartici: un ambiente talmente ostile da aver tenuto alla larga, fino a oggi, gli organismi capaci di degradare il legno.