Adagiato nelle profondità gelide dell’Oceano Atlantico Settentrionale, al largo delle coste della Groenlandia, riposa il relitto della nave che è stata protagonista di una delle spedizioni più incredibili, gloriose e tragiche mai tentate dal genere umano. Si chiama – si chiamava – Terra Nova, ed è la baleniera inglese a bordo della quale il comandante Robert Falcon Scott, nel 1910, intraprese l’omonima spedizione alla volta dell’Antartide, con l’obiettivo dichiarato di “raggiungere il Polo Sud e assicurare all’Impero britannico l’onore di tale impresa”. Il sonno della Terra Nova è stato appena interrotto dall’equipaggio di una spedizione scientifica, coordinata da Royal Canadian Geographical Society e Woods Hole Oceanographic Institution, che ha impiegato le più avanzate tecnologie di rilievo subacqueo, sviluppate dalla società canadese Voyis per penetrare le acque torbide del Nord Atlantico, fotografare e filmare il relitto e ricostruire un “gemello digitale” delle nave: immagini e video rivelano lo stato di conservazione delle strutture in legno, dei ponti e dei resti del fasciame, ricoperti dalle incrostazioni e dalla vita marina cresciuta in ottant’anni di oblio.
I sogni di gloria di Robert Falcon Scott






