Se c’è un consiglio sul quale tutti i medici concordano durante un’ondata di calore è uno solo: bere spesso. L’idratazione è il primo strumento di prevenzione contro colpi di calore, disidratazione e ricoveri ospedalieri. Ma proprio quando l’acqua diventa un presidio sanitario essenziale, acquistarla può trasformarsi in un salasso. In aeroporti, autostrade, stazioni ferroviarie, stadi e concerti una bottiglietta da mezzo litro arriva facilmente a costare tre o quattro euro.
Ma è accettabile che un bene indispensabile per la salute venga trattato come un qualsiasi prodotto commerciale? Per Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università di Genova, la risposta è netta: “Sull’acqua non si può speculare”. E propone due strade: rendere realmente accessibili le fontanelle pubbliche e valutare, come già avvenuto in Grecia, un tetto al prezzo delle bottiglie nei luoghi dove il cittadino non ha alternative.







