Matteo Bassetti torna a far discutere, questa volta non per un tema strettamente sanitario ma per il costo dell’acqua negli aeroporti. Dopo essere passato dallo scalo di Malpensa, l’infettivologo ha denunciato il prezzo di una bottiglietta da mezzo litro venduta a 2,90 euro, definendolo un segnale di profonda inciviltà. «Non è possibile che negli aeroporti e sulle autostrade mezzo litro d’acqua costi 2,90 euro», ha osservato il primario della Clinica di Malattie Infettive dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova e professore ordinario all’Università di Genova.

Temporale a Milano, fiume d'acqua e grandine al DuomoSecondo Bassetti, il problema non è soltanto economico, ma anche culturale e sanitario. Quando l’acqua arriva a costare più di bevande zuccherate come aranciata o Coca-Cola, sostiene il medico, significa che il Paese sta imboccando una strada sbagliata. Per questo l’infettivologo propone un “prezzo politico” per l’acqua, soprattutto nei luoghi di passaggio obbligato come aeroporti, stazioni e autostrade. A suo avviso, una bottiglietta da mezzo litro non dovrebbe mai superare un euro, indipendentemente dal luogo in cui viene acquistata. Bassetti ha anche collegato il tema alla prevenzione sanitaria. Rendere l’acqua più accessibile, ha spiegato, aiuterebbe a ridurre il consumo di bibite zuccherate e a promuovere scelte più salutari. Da qui l’idea di un intervento legislativo che impedisca rincari eccessivi su un bene considerato essenziale. Il medico ha poi paragonato la situazione italiana a quella degli Stati Uniti di decenni fa, quando acquistare una bibita gassata costava meno di una bottiglia d’acqua. «Negli aeroporti e nelle autostrade i prezzi sono indecenti e indegni di un Paese civile», ha concluso. Le sue parole hanno raccolto numerose reazioni. Molti utenti hanno condiviso la denuncia, sostenendo che l’acqua, soprattutto nei mesi estivi, dovrebbe essere trattata come un vero presidio sanitario e resa disponibile gratuitamente tramite fontanelle in aeroporti, stazioni, treni e altri luoghi pubblici. Altri, invece, hanno ricordato che dietro la vendita al dettaglio ci sono costi di approvvigionamento, distribuzione, refrigerazione e gestione degli spazi commerciali.