di
Andreina Baccaro
Sono state rispettate le raccomandazioni del Viminale? Nella circolare si legge che non vanno prolungate «la posizione di decubito prono e la compressione del torace per i rischi al sistema cardiaco e respiratorio»
BOLOGNA - «Omicidio colposo» è l’ipotesi di reato con cui la Procura di Bologna indaga per la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, deceduto domenica mentre era immobilizzato a terra da due agenti del commissariato Bolognina a cavalcioni su di lui, mentre un altro cittadino gli teneva ferme le gambe. Una manovra di contenimento resasi necessaria per lo stato di esasperata agitazione, forse dovuta a un abuso di sostanze, in cui i poliziotti avevano trovato l’uomo al quartiere Pilastro.
I due agenti, però, non sono formalmente indagati: per loro, come per i 4 soccorritori volontari della Croce rossa che hanno assistito alla scena, il procuratore Paolo Guido e il pm Domenico Ambrosino hanno applicato il cosiddetto «scudo penale». Sono stati iscritti, cioè, nel registro 45 bis, ovvero quello delle annotazioni preliminari che permette agli inquirenti di indagare ma a chi è sospettato di aver commesso un reato con una evidente causa di giustifica di non essere formalmente indagato fino a che non saranno accertate eventuali responsabilità.










