VENEZIA - Si parte da 25 milioni di euro, ma la cifra potrebbe benissimo aumentare se, nel corso di questo o dei prossimi anni, dovessero emergere nuove necessità. Una possibilità concreta perché, con le sue cupole, i suoi mosaici d'oro e i suoi delicati equilibri al limite dell'anfibio, la basilica di San Marco è tanto maestosa quanto fragile. Un organismo complesso, che necessita di cure costanti, tra danni legati all'Aqua Granda e lavori conservativi. Un rito quotidiano e, in un certo senso, un'opera d'arte nell'opera d'arte, che ieri mattina a Sant'Apollonia è stata spiegata da Maria Cristina Scalet, responsabile dell'area tecnica della Procuratoria, che ha messo in fila gli interventi previsti per il 2026 e per l'immediato futuro, con le relative coperture economiche.
I fondi Ammontano a circa 25 milioni gli interventi in programma, «sperando che nel frattempo non emerga qualche altra necessità, come praticamente accade ogni giorno», ha rimarcato Scalet. Sul fronte dei finanziamenti, i soldi arriveranno proprio dalla Procuratoria, a esclusione delle operazioni sul tetto: due lotti, ultimati entro la fine del mese, li sta seguendo il Provveditorato alle opere pubbliche (1,7 milioni) e nel 2024 è stata siglata una convenzione col ministero delle Infrastrutture per un ulteriore contributo (4,5 milioni) per altri tre stralci, volti al completamento di parti lignee e rivestimenti in piombo della copertura a falde, di cui per ora c'è l'esecutivo approvato. Fasi che dovrebbero essere ultimate nel 2029. Il proto Mario Piana ha parlato di 18 interventi, tra quelli appena finiti o in corso, di cui 14 relativi alla basilica. L'illustrazione è partita dal portale centrale, che rientra nel progetto comprendente i cinque esistenti: un cantiere smantellato da poco, dopo essersi accorti che una colonna presentava problemi strutturali significativi. Entro la fine del mese verrà ultimato l'angolo sud-ovest, «dove si sono verificate delle cadute di materiale hanno spiegato Scalet e Piana alla fine del 2025. Abbiamo quindi proceduto ad un cantiere di protezione». Rimanendo all'esterno, durerà un anno (con avvio a settembre) il recupero dell'apparato lapideo nella porta di San Clemente. L'obiettivo, liberare la facciata in vista dell'Anno marciano. All'interno, invece, a completamento del restauro delle lastre marmoree danneggiate dall'Aqua Granda nel nartece nord, finanziato dal Mibac, sono partiti gli stessi lavori nell'ala ovest. Poi la pavimentazione ottagonale nella navata laterale sud, con le varie sezioni asportate, pezzo per pezzo, portate nei laboratori di marmisti e mosaicisti, ieri visitati. Entro la fine del 2027 si dovrebbe terminare il tutto. Tra le porzioni di Basilica che destano più preoccupazione, la cappella del Santissimo. «Le condizioni sono gravi, ha detto Piana è stato montato il ponteggio poiché alcune parti sono in pericolo di caduta. Stiamo mappando la situazione». Al centro anche cappella Zen (portale e altare in bronzo) e volta della sacrestia, rivestita in mosaico a fondo oro, articolata in due lotti per non ostacolarne la frequentazione. «Dove potremo farlo ha evidenziato Scalet cercheremo di lasciare la Basilica libera per pellegrini e visitatori in occasione dell'Anno marciano, limitando i disagi. Ma i cantieri, purtroppo, occuperanno sicuramente alcuni spazi».Luci e mosaici Sul fronte dell'illuminazione dovrà essere cambiata la tecnologia, passando a lampadine a led che producano lo stesso "calore" di quelle vecchie, «che finiremo nell'arco di poco più di un anno». Il progetto è stato già autorizzato dalla Soprintendenza, entro marzo 2028 sarà sostituito tutto l'impianto, mentre entro fine 2028 termineranno i lavori ai quadri elettrici. E ancora, tra gli interventi in calendario, il restauro dei mosaici nella volta sud seguito dal Provveditorato, la realizzazione di otto camere a Sant'Apollonia ( al piano superiore è prevista una sala conferenze) per dipendenti e collaboratori della Procuratoria fuori sede, la ricollocazione della scultura in pietra "Ecce homo", restaurata, di solito collocata sopra l'ingresso del Tesoro, e l'intervento sull'affresco della parete nord, staccato dal 2023 e ora nuovamente visibile («primo caso in cui appare il lapislazzulo a Venezia», ha riferito Piana). La pulitura della cornice esterna della Pala d'Oro si svolgerà negli orari privi di visite o celebrazioni. «Ho un sogno ha dichiarato il primo procuratore, Bruno Barel Pulire le cupole della basilica. Abbiamo chiesto allo Iuav di studiare delle tecnologie riservate al piombo», per ritrasformare in bianco le lastre scurite.






