VENEZIA - Il primo procuratore Bruno Barel l’aveva promesso, “Entro Natale la basilica tornerà a risplendere”. E così è stato. Dopo anni di lavori la facciata di San Marco è di nuovo pienamente fruibile alla vista di cittadini e turisti, che così possono ammirarne le bellezze, senza trovarsi di fronte al cantiere per i lavori. Da questa mattina le impalcature sono solo un ricordo di un impegno durato mesi, in cui si è riusciti a rimettere in sesto gran parte di quanto programmato, ma che al contempo ha portato a una nuova luce anche sugli interni.

Inevitabile la felicità di Barel, il quale ha fatto sapere di essere «molto soddisfatto, in un tempo incredibile siamo riusciti a fare tutto questo, sono stati tempi da “fuoriserie” per la velocità». Oltre alle tempistiche, il primo procuratore ha voluto anche porre l’accento sulle qualità di chi ha operato all’interno e all’esterno della struttura: «In buona parte abbiamo lavorato con i nostri restauratori interni, operai molto bravi, maestranze in gamba. E abbiamo trovato una proficua collaborazione anche con gli artigiani esterni».

Proprio da qui, Barel ha svelato in anteprima un successo che sarà raccontato la prossima settimana nel dettaglio: «Abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con un fabbro il quale ha operato sulla copertura del battistero, che è del Cinquecento, recuperando una figura di San Giovanni tutta incisa nel bronzo». Un lavoro articolato, complesso, che ha ridato una nuova vita a un’opera che merita di esser visionata nella “nuova vita” della basilica, al punto che lo stesso procuratore non ha lesinato parole di gioia: «È la fine del mondo, penso che una cosa così sia unica. Siamo davvero molto contenti di tutto il frutto del lavoro di squadra».