VENEZIA - Ieri mattina (10 aprile) i sistemi informatici che regolano tutte le attività della Basilica di San Marco sono stati controllati un’altra volta, la seconda in pochi giorni. Per precauzione. Ed è risultato tutto in ordine. Particolare attenzione è stata dedicata al sistema della gestione dei biglietti, forse la parte più delicata della rete. Ma i dispositivi di sicurezza predisposti già da tempo non hanno segnalato nulla di particolare.
Dopo la notizia dell’attacco hacker al sistema informatico che governa il funzionamento delle pompe idrauliche sotto piazza San Marco, quelle che entrano in azione in caso di acqua alta, in città si è diffuso un certo timore. I pirati informatici del gruppo cinese “Infrastructure Destruction Squad” hanno pubblicato in un canale Telegram e nel dark web la notizia di aver violato il sistema informatico della pizza e rubato tutte le credenziali necessarie per fare funzionare il sistema idraulico. Una minaccia concreta, spiegata nei minimi dettagli e accompagnata dall’immagine della piantina stilizzata della Basilica.
La paura è subito stata che anche la chiesa, uno dei simboli di Venezia più conosciuti al mondo, fosse finito nel mirino dei pirati del web. Per questo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che gestisce il sistema idraulico, hanno contattato la Procuratoria della Basilica chiedendo un controllo. Questo è accaduto subito dopo Pasqua. E ieri mattina, per sicurezza, è stato fatto un secondo monitoraggio. In entrambi i casi la rete che governa tutti i sistemi della Basilica è risultata inviolata. Spaventa però quella piantina pubblicata online, così dettagliata. È sicuramente un segnale, ma apparentemente non ancora una minaccia. Il problema, insomma, al momento riguarda solo, per così dire, piazza San Marco.






