Milano – È un Semillon di Tenuta Fiorano del 1971 e costa 150mila euro, probabilmente la bottiglia italiana più cara in circolazione. Il pezzo pregiato della sterminata carta vini di Arcane Wines, nuovo indirizzo di riferimento per appassionati e cultori del vino, al civico 15 di via Cerano, nel distretto Tortona.
Una perla doverosa da citare, che tuttavia non racconta la filosofia del locale aperto la scorsa primavera da Fabio Cagnetti, 45enne marchigiano arrivato a Milano tre anni fa dopo varie avventure enologiche in Italia e in Europa, uno che nel mondo del vino “ha fatto di tutto, tranne il vignaiolo”.
Non la racconta perché delle circa 1.700 referenze di Arcane Wines, oltre la metà sono estere, con tanta Francia ovviamente ma anche Germania, in particolare un’ampia selezione di Riesling della Mosella, pallino di Cagnetti, e il progetto di importare vini dal Giappone a partire dal prossimo anno. E soprattutto perché la gara a chi ce l’ha più costoso è l’esatto opposto dell’impostazione di Arcane, dove l’elemento centrale è la pagina anti-speculazione: una selezione ristretta di etichette spesso soggette a rincari estremi sul mercato, proposte qui a un prezzo considerato corretto e sostenibile.






