Alle 8 del mattino il prezzo è già lì, inchiodato sul tabellone del distributore, prima ancora che il traffico si addensi e le partenze estive riempiano le strade. Non è soltanto una sensazione: il carburante è tornato a essere uno dei termometri più sensibili dell’economia quotidiana. Oggi, secondo i dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la media nazionale in modalità self service è salita a 1,942 euro al litro per la benzina e a 2,107 euro al litro per il gasolio, con rialzi giornalieri rispettivamente di 0,007 euro e 0,016 euro. Sulla rete autostradale la soglia psicologica è ancora più evidente: 2,032 euro al litro per la benzina self e 2,181 euro al litro per il gasolio self.

Non è un semplice scatto tecnico. A spingere i listini c’è un contesto internazionale tornato nervoso: il Brent ieri ha superato quota 90 dollari al barile, toccando i massimi da oltre un mese, in un mercato scosso dalle tensioni in Medio Oriente e dalle restrizioni ai flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Quando il greggio si impenna, la trasmissione ai prezzi finali non è immediata né meccanica, ma il segnale per i consumatori è chiaro: il costo del pieno torna a muoversi verso l’alto con una forza che si vede nel giro di pochi giorni.