Ogni città custodisce un mito. Siracusa lo incontra ogni volta che guarda il mare. È da quell'orizzonte che la leggenda fa approdare Archia, l'ecista corinzio destinato a fondare una delle più grandi poleis del Mediterraneo. E da quello stesso orizzonte oggi sembra riaffiorare il suo elmo. Collocata a Porta Marina, la soglia monumentale di Ortigia, L'Elmo di Archia, la grande scultura in bronzo di Stefania Pennacchio, trasforma un simbolo della classicità in una riflessione sull'identità, sulla memoria e sull'eredità culturale di una città che continua a interrogare le proprie origini.
L'opera entra nello spazio urbano come un nuovo segno contemporaneo, destinato a dialogare con il patrimonio millenario di Siracusa. L'installazione rientra nel progetto "Percorso turistico-culturale dal Parco archeologico della Neapolis alla Necropoli di Pantalica", promosso dal Comune e finanziato dal Ministero del Turismo per la valorizzazione del sito Unesco "Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica".
Realizzato in bronzo patinato, il monumentale elmo corinzio porta sulla superficie fratture, incisioni e chiodi metallici, cifra distintiva della ricerca di Stefania Pennacchio. Non evocano la guerra, ma le battaglie interiori, le ferite della coscienza, la possibilità di trasformare il dolore in consapevolezza. L'armatura diventa così un luogo di protezione della memoria e del pensiero.









