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Un consiglio dato d'istinto da una madre pesa, diciassette anni dopo, quanto un atto giudiziario. È il cuore dell'intercettazione mandata in onda da "Zona Bianca", il programma condotto da Giuseppe Brindisi su Rete4, in cui la madre di Andrea Sempio – all'epoca dei fatti in servizio come agente di custodia in un istituto di massima sicurezza – ricostruisce la mattina del 13 agosto 2007 e il modo in cui quello scontrino, oggi uno dei pilastri dell'alibi del figlio, finì nelle sue mani.

Nella conversazione, la donna ripercorre anzitutto la propria esperienza professionale, che spiega da dove nascesse quella cautela istintiva verso il figlio: “l'errore più grande della mia vita, io negli anni 86-87 ho lavorato per due anni come vigilatrice penitenziaria verso il carcere di massima sicurezza di Voghera, quando ancora la polizia penitenziaria non esisteva femminile, la femminile è nata dopo, quindi bene o male avevo a che fare con le detenute tutti i giorni, anche perché lì c'erano persone, c'erano quelle che avevano fatto la strage di Bologna, poi c'erano due padiglioni detenute comuni, un pochino conoscevo qualcosa”.

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