«Da come vedo le cose adesso, io ti dico sinceramente, non lo posso escludere. Non posso dire adesso che sicuramente Stasi è colpevole. Io mi auguro che si arrivi finalmente a una verità definitiva». Lo ha detto Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo filone d'inchiesta aperto dalla Procura della Repubblica di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi, in merito all'idea che ci possa essere «un innocente in carcere». L'intervista, realizzata da Martina Maltagliati, che torna sul caso di Garlasco, andrà in onda integralmente questa sera, intorno alle 21.30 a “Quarto Grado”, su Retequattro.

Gli orari e i vestiti Nel corso del colloquio, si è tornati in particolare sui “soliloqui” di Sempio in auto, registrati dagli ambientali degli investigatori. «I soliloqui di tuo figlio Andrea, intercettati, possono essere ammissioni di colpevolezza, confessioni?», chiede la giornalista. «No! No! No! - Risponde Daniela Ferrari con decisione - Perché mio figlio è uscito alle 10 meno 10, è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva, completamente pulito, e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio». Intanto, dopo la discovery delle accuse con la chiusura dell'inchiesta lo scorso 7 maggio, è ora il momento del contrattacco della difesa di Sempio. Sono infatti sostanzialmente pronte, e verranno depositate all'inizio della prossima settimana, le sei consulenze richieste dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell'avviso di conclusione dell'indagine, come prevede il codice. E al vaglio c'è anche un'eventuale istanza di interrogatorio, dato che il loro assistito da sempre si dichiara estraneo ai fatti contestati. Tra le consulenze, oltre a quella personologica, ce ne sono una medico-legale sulle cause e i tempi del decesso, una antropometrica per verificare se le impronte possono collimare con quelle lasciate dalle scarpe dell'assassino, e una fonica sui 'soliloqui' di Sempio in auto (un'operazione tecnica di ripulitura dell'audio). Le relazioni saranno corredate da una memoria dei difensori che punta a smontare il capo di imputazione. Tutti atti di parte, ovviamente, il cui valore probatorio, al di là della risonanza mediatica che probabilmente susciteranno, dovrà poi essere dimostrato in dibattimento.