«Le politiche applicate a Gaza, così come gli sviluppi in Cisgiordania, indicano un progetto di colonizzazione della Palestina attraverso l’occupazione». Il dottor Javid Abdelmoneim, presidente internazionale di Medici Senza Frontiere, accende i riflettori sul «genocidio di Israele a Gaza» e sulla «pulizia etnica in Palestina e denuncia la continua complicità dei leader mondiali che permettono a Israele di proseguire la propria campagna genocida. Abdelmoneim, che ha lavorato come medico d’emergenza nella Striscia nel 2024 - sottolinea le violenze subite dai palestinesi e la pressione che l’avanzata della linea israeliana produce sui 2 milioni di abitanti che vivono ormai in un terzo del territorio, in uno stato di estremo sovraffollamento, di condizioni igienico sanitarie drammatiche, esposti a infezioni respiratorie, malattie della pelle ed epidemie. Ma anche nella West Bank la situazione è disperata. «Il governo israeliano, l’esercito e i coloni sostenuti dallo Stato hanno accelerato il processo di pulizia etnica, l’espropriazione delle terre, la frammentazione del territorio e lo strangolamento economico, erodendo ulteriormente la presenza e la stabilità del popolo palestinese». Proprio domenica, dall’area di Yad Mordechai, a sud di Israele, era partita la «marcia dei migliaia», una manifestazione organizzata dai coloni Nachala verso Gaza, ma appoggiata da 28 ministri e parlamentari della coalizione di governo, con lo slogan «Dopo 21 anni torniamo a casa». Le Idf avevano dichiarato l’area zona militare chiusa per impedire i tentativi di ingresso nella Striscia, ma parte dei manifestanti avrebbe superato o aggirato almeno 4 posti di blocco.
La denuncia di Msf: l’emergenza sanitaria a Gaza è colpa di Israele
Le politiche israeliane aggravano condizioni igienico-sanitarie drammatiche, con violenze e sfollamenti che colpiscono duramente la popolazione palestinese, mentre Hamas rinnova la sua leadership






