GAZA, DUE ANNI ALL’INFERNO – LA RACCOLTA DELLA FONDAZIONE FQ (in memoria di Mauro Del Corno). DONA QUI!

Gaza, oggi, è anche il riflesso delle nostre coscienze addormentate. I governi europei hanno scelto di voltarsi dall’altra parte, dimostrandosi incapaci di prendere posizione davanti alla disumanizzazione sistematica di un popolo. Ogni esitazione ad agire contro l’indicibile alimenta la logica dell’impunità e uccide, giorno dopo giorno, la capacità collettiva di empatizzare.

Due anni dopo l’orribile massacro del 7 ottobre 2023, la rappresaglia del governo israeliano ha assunto le proporzioni di un genocidio. La situazione nella Striscia di Gaza è una delle più gravi catastrofi umanitarie del nostro tempo: le forze israeliane uccidono indiscriminatamente civili, personale medico, operatori umanitari e giornalisti, e l’accesso agli aiuti umanitari è diventato un miraggio. Come responsabile dei programmi di Medici Senza Frontiere in Palestina, ho attraversato tre volte l’orrenda barriera che segrega i palestinesi a Gaza, e ogni volta il panorama di macerie a perdita d’occhio e gli ospedali stracolmi di feriti confermavano la stessa verità: le sofferenze inflitte alla popolazione sono intenzionali, metodiche, e rivelano una strategia che va ben oltre la guerra totale ad Hamas.