di

Rinaldo Frignani

Operazioni in 44 province, da Roma a Milano, da Torino a Palermo e Catania. Sequestrate armi insieme con sette quintali di sostanze stupefacenti. Nella Capitale già un 18enne egiziano rimpatriato: aveva aggredito i vigili urbani

La stretta è scattata dopo l’aggressione a una pattuglia di vigili urbani davanti al Colosseo la notte del primo luglio scorso. Uno dei maranza fermati nei giorni successivi, un 18enne egiziano, è stato subito rimpatriato perché ritenuto socialmente pericoloso — «Un messaggio chiaro: chi aggredisce le forze dell’ordine e viola le regole del nostro Paese non resterà impunito», ha commentato la premier Giorgia Meloni —, mentre altri due sono finiti qualche giorno più tardi come lui al Cpr in attesa dello stesso provvedimento. Non in quello romano di Ponte Galeria, ma di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. Anche altri cinque giovani, fermati dalla polizia in operazioni analoghe nella Capitale, sono stati rinchiusi nel centri di permanenza per il rimpatrio sul territorio nazionale e potrebbero essere presto espulsi. Un cambio di rotta rispetto al passato, un giro di vite che riguarda non solo i maranza, ma in generale le baby gang e, con provvedimenti differenti, anche quelle composte da italiani.