«Al Punk Rock Raduno un pubblico per tutti. Al lavoro sul decennale»
L’INTERVISTA. Franz Barcella, ideatore e direttore artistico, traccia il bilancio della manifestazione: «Dai grandi nomi agli esordienti, da noi nessuno suona nell’indifferenza. Stranieri in aumento in città. Il sogno? Un concerto dei Green Day allo stadio».
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La musica può ancora costruire comunità, al di là delle adunate commerciali, oceaniche che siano? Sì, e una delle dimostrazioni arriva dal «Punk Rock Raduno» di Bergamo che, archiviata la nona edizione, si appresta l’anno prossimo a celebrare il decennale. Un festival diffuso in tutta la città, completamente gratuito, con 50 tra gruppi e artisti provenienti da tutto il mondo, e con diversi workshop, incontri, mercatini del disco e d’alto, attività pensate per le famiglie; quest’anno con la novità di un concerto d’accoglienza all’aeroporto. Dal 16 al 19, con il prologo aeroportuale del 15, la città è stata pacificamente conquistata da ritmi urbani mai sopiti e da quei figli dell’underground che ancora oggi sono fedeli allo slogan «Do It Yourself».
Quest’anno il titolo del festival era preso da una canzone di Cass Elliot: «Make Your Own Kind Of Music». Mama Cass, ex membro del gruppo The Mamas & The Papas, in quel pezzo invitava a seguire la propria strada con coraggio. È un inno alla libertà d’espressione, un invito all’anticonformismo. Dice un verso: «Crea la tua musica, canta la tua canzone speciale, anche se nessun altro canterà con te». È l’invito a trovare la felicità nella propria unicità. Qualcosa di molto vicino alla logica del «fai da te» che lo stile punk ha adottato sin dalla sua nascita, a metà degli anni Settanta. Il bilancio dell’edizione 2026 «Il Punk Raduno è andato molto bene, non potevamo aspettarci una fortuna e una risposta del genere», spiega Franz Barcella, ideatore e direttore artistico della manifestazione. «Il tempo ha retto, l’afflusso delle persone straniere è aumentato ulteriormente. Siamo sorpresi dal fatto che qualcuno sia rimasto in città anche per un’intera settimana. Lo si notava in questi giorni anche andando nei supermercati. C’è stata gente che seguiva il festival scegliendo cosa fare: seguiva un evento, poi si riposava, andava a mangiare dalla “Giuliana”, andava a visitare Città Alta, l’Accademia Carrara. Essendo bergamaschi orgogliosi ci fa piacere promuovere la città».









