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13 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:04
Il momento più surreale del concerto arriva quando il frontman sul palco tira fuori una riffa come su un volo della Ryanair. Numeri estratti, premi improbabili, il pubblico che ride come fosse una gag nel mezzo di un rito iniziatico. È una scena perfetta per spiegare cosa sono i Sì! Boom! Voilà!: cinque musicisti – Roberta Sammarelli (ex Verdena), Davide Lasala, Giulio Ragno Favero (ex Teatro degli orrori), Giulia Formica (Baustelle) e Michelangelo Mercuri aka N.A.I.P. che nella vita reale fanno già dischi, produzioni, tour, collaborazioni con nomi solidi, e che a un certo punto hanno deciso di comportarsi come se tutto questo non fosse mai esistito. Cinque amici che si incontrano in sala, attaccano gli strumenti e vedono cosa succede.
Favero lo dice quasi con naturalezza: “Non è un gesto anacronistico, è semplicemente il modo in cui nascono le band. Solo che di solito questo accade quando hai vent’anni e nessuna carriera alle spalle. Qui succede dopo”. È la differenza tra un debutto e una regressione volontaria. Il nome della band invece sembra nato per caso: “Sì! Boom! Voilà! – spiegano – non è stato deciso da qualcuno in particolare: in un certo senso è stato delegato a terzi, e col tempo è diventato quasi una profezia. Come se fosse il nome a guidare la band e non il contrario”. Prima l’assenso, poi l’esplosione, poi l’apparizione. Perché il vero centro del progetto rimane lo show. Sul palco, cinque musicisti suonano come se fossero tornati nella prima sala prove della loro adolescenza. Forse è proprio questo il trucco.







