Milano – C'è un'energia nuova che circola lontana dalle classifiche di streaming, dalla logica algoritmica del mercato musicale odierno, lontana da Sanremo. E sì, certo: lontana dai talent. A dare voce e struttura a questa scena sotterranea ci prova Suoni dal futuro, un progetto triennale nato dall'incontro tra Manuel Agnelli, il collettivo del locale Germi di Milano, e la SIAE. L'idea è tanto semplice quanto ambiziosa: ricreare un vero e proprio ecosistema per i giovani autori e musicisti (dai 15 ai 30 anni), mettendo al centro la creatività, il diritto d’autore e l'esperienza fondamentale della dimensione live. Nessuna ricerca spasmodica del nuovo fenomeno da classifica, ma canzoni originali, strumenti suonati e la voglia di costruire una comunità. Tutti i concerti saranno a ingresso gratuito. Il motore di questa iniziativa è Agnelli.
Salvatore Nastasi, direttore SIAE, con Manuel Agnelli per "Suoni dal futuro – Una nuova generazione"
Una contraddizione dopo “X Factor”?
“Io mi sono fatto un culo nero e tu lo sai perché come giornalista hai sempre seguito la scena cosiddetta “indipendente”, ho mangiato un sacco di merda: non c’era spazio per noi nei media più importanti anche se si trattava di un fenomeno veramente rilevante quello della scena indie di quegli anni. Eravamo invisibili. Questa cosa mi faceva incazzare per questo ho sempre cercato l’unione: l’unione fa la forza no? Così nel 2001 è nato il festival Tora! Tora! Gli headliner con gli Afterhours erano Subsonica e Marlene Kuntz. Poi Verdena, i La Crus, Tre Allegri Ragazzi Morti, il Teatro degli Orrori e i Massimo Volume, i Baustelle, Caparezza, Paolo Benvegnù, Cristina Donà, Africa Unite, Modena City Ramblers”.







