Ha provato a giustificarsi dicendo che il distributore di sigarette esterno all’attività gli aveva preso i soldi senza fornire il prodotto. Le titolari del punto vendita, invece, due sorelle e l’anziana madre hanno denunciato vessazioni e minacce continue che si protraevano da almeno un mese. «Datemi cinquanta euro e le sigarette o vi ammazzo», le parole scandite ogni giorno da settimane a questa parte. Fino a quando i carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca sono intervenuti arrestando in flagranza un cittadino marocchino di 38 anni, con l’accusa di tentata estorsione continuata e minacce gravi.
La dinamica La vicenda accade non lontano da via di Rocca Cencia: è l’11 luglio, sono le 13 e in strada c’è poca gente, complice l’orario di un giorno festivo e il grande caldo, ma l’uomo si avvicina all’attività, un negozio di tabaccheria che due sorelle gestiscono da anni con la madre, e armato di coltello le minaccia. Quando un parente delle donne interviene per fermarlo, si ha il tempo di chiamare i soccorsi e sul posto arrivano i carabinieri. Il 38enne marocchino, liberatosi dalla stretta del familiare delle vittime, prova a giustificarsi dicendo che aveva reagito con violenza solo perché il distributore dove aveva inserito delle banconote non gli aveva dato né le sigarette né indietro il denaro.Le prove In realtà le titolari della tabaccheria hanno con dovizia di particolari sconfessato la sua versione parlando di una presenza ormai costante che quotidianamente entrava nel negozio chiedendo soldi. Le immagini delle videocamere di sorveglianza hanno contribuito a rafforzare la tesi accusatoria: incursioni giornaliere con pregressi raid vandalici compiuti dal 38enne, che in passato aveva già danneggiato sia il distributore automatico esterno sia il telone di copertura del negozio come ritorsione per i mancati pagamenti. Le titolari dell’attività commerciale hanno poi spiegato di non aver mai denunciato né richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per paura di ritorsioni. L’uomo è stato così arrestato, il tribunale ha convalidato la misura disponendo per il 38enne l’obbligo di presentazione in caserma, in attesa del processo.L’ascesa Ma gli episodi come quello avvenuto l’11 luglio scorso alla periferia Est di Roma si rincorrono senza soluzione di continuità perché da tempo, come pure diverse inchieste hanno dimostrato, non è più solo un problema di “micro-criminalità”. Sempre più stranieri, un tempo assoldati come pusher dai clan o dalle consorterie che si sono imposte a Tor Bella Monaca e in molti altri quartieri limitrofi, hanno iniziato la “scalata”. Riuscendo a cambiare “status”: da spacciatori a libro paga sono diventati procacciatori di droga - cannabinoidi in primis - dando il via a una serie di scontri e regolamenti per il controllo delle piazze di spaccio.







