<p>Da un lato le notizie riguardanti l’<a href="https://www.milanofinanza.it/news/unicredit-commerzbank-merz-apre-al-dialogo-non-blocchiamo-l-operazione-ma-non-ci-e-piaciuto-il-202607151834507536" target="_blank"><strong>ops su Commerzbank</strong></a>, conclusa con il 47% e con la possibilità di arrivare al 49, mentre il cancelliere<strong> Friedrich Merz</strong> ha assunto un atteggiamento meno ruvido nei confronti dell’operazione; dall’altro le notizie riportate dalle cronache di una concentrazione dell’amministratore delegato di Unicredit <strong>Andrea Orcel</strong> pure sul cosiddetto<strong> risiko bancario italiano</strong>, per valutare le possibilità di avere un più deciso ruolo al suo interno. </p> <p>Il mutamento della posizione del cancelliere, anche se lui non vuole ammetterlo, mentre si apre la fase del rilascio delle diverse autorizzazioni all’operazione da parte delle non poche autorità competenti, è importante e andrebbe tempestivamente colto, se non lo si sia già fatto, promuovendo un <strong>confronto franco</strong> con una disponibilità ad accogliere quelle richieste che certamente l’istituto di piazza Gae Aulenti ha già valutato.

Al di là, s’intende, del <strong>trasferimento in Germania della sede centrale di Unicredit</strong> o comunque del gruppo che deriverebbe dalla progettata aggregazione italotedesca. </p> <p> </p> <ul class="leggi-anche"> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/unicredit-commerzbank-merz-apre-al-dialogo-non-blocchiamo-l-operazione-ma-non-ci-e-piaciuto-il-202607151834507536" target="_blank">Unicredit-Commerzbank, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ci ripensa: non bloccheremo la fusione</a></em></li> </ul> <p> </p> <h2><strong>Le richieste e il negoziato</strong></h2> <p>Una richiesta, quest’ultima, inaccoglibile per molte ragioni, a cominciare dal fatto che non si è mai vista una<strong> concentrazione </strong>in cui l’aggregante accetta di trasferire la propria sede centrale nel luogo in cui è allocata quella dell’aggreganda.