HomeModenaCronaca"Ceramica, l’Europa ignora le nostre richieste"Confindustria, insoddisfazione per la nuova proposta sugli Ets: "Costi insostenibili, disattese le istanze delle imprese più penalizzate"Rappresentanti istituzionali e della ceramica a BruxellesRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Forte insoddisfazione rispetto alla proposta delle Commissione che continua a non riconoscere le specificità dei settori finora maggiormente penalizzati dal sistema ETS, come quello ceramico". La esprime Confindustria Ceramica con una circolare diramata alle aziende, dopo avere visionato la proposta di revisione dei benchmark – i parametri – destinati a regolare il sistema Ets nel prossimo quadriennio. La proposta, già criticata sia dal Governo che da Confindustria, non raccoglie le istanze presentate alla Commissione, a più riprese, dai produttori di ceramica europei che ne avevano chiesto, quando non l’abolizione, una revisione che tenesse presente le peculiarità del settore ceramico, al quale l’Ets, per come è concepito, si è trasformato negli anni un extracosto crescente che ne penalizza la competitività. "La proposta di revisione del sistema Ets offre un miglioramento solo parziale delle allocazioni gratuite e disattende le istanze dei settori più penalizzati, tra cui le piastrelle", scrive Confindustria Ceramica, che ricorda come ben altro approccio era stato richiesto alla Commissione. Già a fine 2025, in occasione degli ‘European Ceramic Days’ che avevano portato a Bruxelles gli imprenditori e gli amministratori di casa nostra, poi a marzo, quando i produttori italiani, attraverso Confindustria Ceramica e Regione, ma anche quelli spagnoli, con Ascer e Generalitat Valenciana, avevano ribadito le proprie rivendicazioni, affiancati dagli europarlamentari Stefano Bonaccini e Letizia Moratti. "Siamo in una fase emergenziale con un contesto internazionale complesso. In nessun posto al mondo – ebbe a dire, allora, Graziano Verdi, Vicepresidente di Confindustria Ceramica e Presidente della CET, Federazione europea di settore – il costo della CO2 è così alto come da noi: l’ETS, da meccanismo di mercato, si è trasformato in un’imposta con un valore determinato dalla finanza speculativa, che mette a rischio le nostre imprese".