HomeAnconaCronacaSequestrati 42 chili di pesce non tracciatoQuarantadue chili di pesce di cui nessuno sapeva dire la provenienza, pronti a finire nei piatti dei clienti. Li hanno...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuarantadue chili di pesce di cui nessuno sapeva dire la provenienza, pronti a finire nei piatti dei clienti. Li hanno scoperti e sequestrati ieri i militari della Capitaneria di porto di Ancona, al termine di una giornata di controlli negli esercizi di ristorazione della provincia: un’attività mirata a verificare il rispetto delle norme su sicurezza alimentare e tracciabilità dei prodotti ittici, nel pieno della stagione estiva, quando le cucine della costa lavorano a pieno regime.
Cinque le ispezioni effettuate: in tre casi sono scattati verbali amministrativi, per un totale di 6.000 euro di sanzioni, insieme al sequestro di 41,8 chili di prodotto ittico privo della documentazione obbligatoria sulla provenienza. In pratica, pesce di cui non era possibile ricostruire il percorso: dove è stato pescato, quando, da chi e attraverso quali passaggi è arrivato in cucina.
Non si tratta di una formalità burocratica. La tracciabilità è il requisito che le norme nazionali ed europee pongono a garanzia del consumatore: senza quelle informazioni non c’è modo di sapere se il prodotto sia stato conservato correttamente né se provenga da canali regolari, con rischi che vanno dalla salute pubblica alla concorrenza sleale verso i ristoratori che le regole le rispettano. Per questo la legge prevede, oltre alle sanzioni, il sequestro immediato della merce.









