Altro che il vecchio omonimo film con Paul Newman, questa “lunga estate calda” non promette nulla di buono.

Come se non bastassero le guerre infinite, i prezzi al rialzo, un governo, direbbe Giuliano Ferrara, sempre più truce, una sinistra che si azzuffa su un futuro che non sa immaginare, ecco che piomba una specie di strategia della tensione vecchio-nuova.

La destra è partita all’attacco sul fronte che le è più congeniale, quello securitario, come i battaglioni di Napoleone sulla spianata di Waterloo, menando fendenti da tutte le parti. Victor Hugo scrisse nei Miserabili che «l’imperatore, sebbene ammalato e disturbato a cavallo da un dolore, non era mai stato tanto di buonumore come quel giorno; fin dal mattino la sua impenetrabilità sorrideva»: non vorremmo che le classi dirigenti del Paese, come Bonaparte, non si rendessero conto di quello che potrebbe succedere. Perché purtroppo è un fatto inconfutabile che la destra formato Fratelli d’Italia-Lega stia soffiando sul fuoco.

Dal caso di Mario Roggero fino alla spaventosa morte di Abderrahim Fakir nel quartiere Pilastro di Bologna – questa specie di Ice all’italiana sulla quale è aperta un’indagine che si spera dia risultati in tempi brevi – si ripropone l’interrogativo sul rapporto che la destra ha con la violenza. La destra di governo, non i gruppetti col braccio teso di via Acca Larentia.