HomePoliticaLe contraddizioni nel campo largo. Conte e la retorica del pacifismoLe posizioni su difesa, riarmo e Ucraina rappresentano la cartina di tornasole delle Politiche 2027. Ma il richiamo della demagogia in campagna elettorale non risparmia neanche il centrodestraGiuseppe ConteRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 luglio 2026 – Le parole pronunciate alla manifestazione del Campo Stretto di Napoli da Beppe Conte, avvocato del popolo, pater familias degli italiani, leader del M5S eccetera eccetera risuonano ancora a distanza di giorni: “Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”. E risuonano anche perché Conte insiste, negli slogan dei suoi comizi, come quello di Ostia del fine settimana: “La guerra la paghi tu. Come ci tolgono i soldi per spenderli in armi”. Nel frattempo generali di ogni ordine e grado stanno spiegando all’ex presidente del Consiglio che non ci si arma per diletto, ma perché ve n’è necessità (e Thomas Hobbes sentitamente ringrazia).

“Negli ultimi due anni, i caccia alleati sono decollati in allarme circa 700 volte in risposta a velivoli russi in avvicinamento al nostro spazio aereo o quando lo hanno violato”, ha detto nei giorni scorsi l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, all’evento Atlantico-Europa-Mediterraneo: “La deterrenza non è una parola astratta, è un lavoro quotidiano. È una pace armata, è vero. Costruiamo la forza proprio per non doverla mai usare”, ha dichiarato l’ammiraglio. Il problema è che per Conte (e per i suoi pregiatissimi amici, vedi Marco Travaglio ma anche Goffredo Bettini, del quale ha scritto domenica Sofia Ventura su queste colonne) qualsiasi tentativo di aiutare l’Ucraina a difendersi è “furore bellicista”. In un Paese in cui si dedicano migliaia di pagine alla pubblicistica resistenziale - ogni anfratto partigiano degli ultimi 80 anni è stato dragato e raccontato e trasformato in pièce teatrale - c’è chi si indigna perché l’Unione Europea, Italia compresa, vuole ancora aiutare, sostenere e supportare un popolo aggredito da invasori stranieri (e tanti saluti a Bella Ciao).