Ferrara, 21 luglio 2026 – “Sembrava un bombardamento: i chicchi venivano giù come sassi, hanno bucato il tetto del capannone”. Barbara Bersani racconta i momenti di terrore vissuti dalle 5.35 di ieri: si svegliata di soprassalto nella sua casa di Longastrino, nella Bassa tra Ferrara e Ravenna. Lei e il fratello hanno raccolto un chicco che pesava quasi un chilo. Poco lontano ne è stato misurato uno con un diametro di 11 centimetri: per capirci, grande come un cd o un dvd.

La situazione nei campi

Nei campi le colture sono distrutte, crivellate, annientate. In molti casi non resta più nulla da raccogliere: riso, cocomeri, pomodori, frutta, mais. Non si è salvato niente, nemmeno i tetti, le reti antigrandine, i camion, i furgoni e gli altri mezzi di lavoro. E sulle case è strage di pannelli fotovoltaici. La tempesta – che di perfetto ha ben poco – ha attraversato equanime tutta l’Emilia-Romagna: dal Reggiano al Ferrarese e poi giù fino ai lidi prima di tuffarsi finalmente in acqua. Preceduta da una imponente e terrificante shelf cloud (che porta sempre cattive notizie), la bufera è stata rapida, ma molto intensa. “Per fortuna – aggiunge Dania Bersani, sorella di Barbara – è durato poco, poi c’è stata la pioggia. Passata la paura iniziale ci siamo concentrate subito sui campi. E il primo sopralluogo è stato devastante”. Il bilancio delle sorelle Bersani è di quelli che tolgono il fiato a chi ha lavorato per mesi: danni per in almeno 200mila euro. La shelf cloud, o nube a mensola, che ha attraversato la regione ieri mattina: è una nube bassa, lunga e orizzontale che precede forti raffiche di vento, pioggia battente e, spesso, grandine