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di Redazione La Sicilia

20 Luglio 2026, 22:47

Piazza del Nettuno gremita, con l'intervento commosso della nipote di Abderrahim Fakir, per chiedere «non odio» ma «giustizia, verità e dignità» per il 42enne morto domenica pomeriggio al quartiere Pilastro di Bologna durante l’intervento di Polizia. Poi la tensione sale con una parte dei manifestanti che si sposta davanti Prefettura e Questura gridando «Assassini» davanti ai palazzi, intonando slogan contro lo «scudo penale». Diversi momenti di contatto, calci, manganellate e poi le cariche, col tentativo di disperdere la folla con lacrimogeni e idranti andato avanti fino a tarda sera con un ultimo gruppo di attivisti protagonista di atti vandalici in centro. La famiglia della vittima si dissocia.

«Si chiamava Abderrahim Fakir. Era mio zio. Non era un numero, non era una notizia, non era un caso di cronaca: era una persona amata e qualcuno ha deciso di portarcelo via». Così Yossra Fakir, nipote del 42enne Abderrahim, è intervenuta dal palco della manifestazione in piazza del Nettuno a Bologna. La sorella di Fakir è invece svenuta probabilmente per un malore. Una chiamata a raccolta della comunità, per un fatto drammatico, «la morte di un bolognese», come voluto dal sindaco Matteo Lepore.