Le liti in “casa” Delfin e le ricadute sul risiko bancario, tanto da far ipotizzare una scissione per sbloccare il riassetto, non scalfiscono i risultati di Covivio, il gruppo immobiliare quotato a Parigi che vede proprio Delfin come suo primo azionista.Domande di approfondimento generate da 24Ore AII dati del I semestre 2026Nel I semestre, infatti, Covivio ha messo a segno ricavi consolidati per 526 milioni (349 milioni è la quota del Gruppo), in calo del -2,1% su base annua a perimetro corrente. Il dato riflette principalmente l’impatto dell’indennizzo relativo a CB21 (grattacielo uffici presso Paris-La Défense) interamente percepito nel primo semestre del 2025, l’impatto delle cessioni, nonché degli sblocchi per lo sviluppo, in particolare per il Louvre e i piani superiori di CB21. A perimetro costante, i ricavi registrano, invece, un aumento del +2,2%, sostenuti dall’indicizzazione (+1,1%), dagli aumenti dei canoni di locazione e dai guadagni derivanti dall’occupazione (+0,7%), nonché dai ricavi variabili nel settore alberghiero (+0,4 punti percentuali). Il tasso di occupazione si mantiene a un livello elevato del 97%, mentre la durata media dei contratti di locazione è pari a 7,4 anni (+1 anno rispetto alla fine del 2025). Nel settore degli uffici, i ricavi crescono del +1,6% a perimetro costante,in aumento del +2,2% a perimetro costante e archiviato un patrimonio di 24,2 miliardi di euro al 100%, pari a 16,3 miliardi di euro di quota del Gruppo, in aumento del +1,4% su sei mesi e del +0,5% a perimetro costante. Il risultato netto ricorrente (Epra earnings rettificato) è cresciuto del 7,3% su base annua, a 282,4 milioni (2,55 euro per azione) e un patrimonio netto rivalutato (Epra Nta) di 84,2 euro per azione, +1,6% rispetto alla fine del 2025. Resta solida anche la struttura finanziaria solida, con un loan to value al 38,6 % (rispetto al 38,9% a fine 2025) e rapporto debito netto/Ebitda pari a 10,5x (-0,2x)Il Gruppo prosegue nell’attuazione della strategia di bilanciare il proprio portafoglio tra le tre classi di attività. Il patrimonio (proforma delle acquisizioni in esclusiva, degli accordi di cessione firmati e dei progetti di capex avviati ) è infatti composto per il 47% da uffici, principalmente a Parigi, Milano e nelle grandi città tedesche (di cui il 73% in centro città e il 24% nei principali quartieri d’affari); dal 29% di immobili residenziali, principalmente a Berlino (58% del portafoglio residenziale); e dal 24% di hotel situati nelle principali destinazioni turistiche europee (Parigi, Berlino, Roma, Madrid, Barcellona, Londra, ecc.), affittati o gestiti da operatori leader: Accor, IHG, Marriott, B&B, Minor Hotels, ecc.Il gruppo, si legge nella nota, «affronta il secondo semestre con una solida dinamica operativa, priorità strategiche chiaramente definite e un team dirigenziale rafforzato, che le consentono di confermare le proprie prospettive per il 2026. Covivio punta quindi a una crescita di circa il +4% dell’utile netto ricorrente 2026 (Epra Earnings rettificato) per azione».«Il primo semestre del 2026 - ha sottolineato Christophe Kullmann, riconfermato amministratore delegato di Covivio - dimostra la solidità del modello diversificato e la qualità del suo patrimonio. In un contesto di mercato ancora selettivo, Covivio ha rafforzato la propria esposizione nel settore alberghiero e la centralità del proprio portafoglio, siglando al contempo contratti di locazione per 103.800 mq e ampliando le proprie fonti di ricavi accessori. Questi progressi hanno sostenuto una crescita del +7% del risultato ricorrente per azione e un aumento del 2% del valore patrimoniale netto rivalutato. Forte del progressivo consolidamento delle iniziative di asset management e della conferma delle prospettive per l’intero esercizio, Covivio affronta con fiducia la seconda metà dell’anno».
Covivio, per gli eredi di Delfin risultati positivi dall’immobiliare
Nei primi sei mesi dll’anno, ricavi consolidati a 526 milioni di euro. In aumento amche il risultato netto ricorrente (+7,3% su base annua) e il patrimonio, che ha raggiunto i 24,2 miliardi. Confermato l’ad Kullmann fino al 2030. L’italiano Alexei Dal Pastro e Aude Grant nuovi deputy ceo.







