Diverse migliaia di persone si sono radunate in piazza del Nettuno, a Bologna, per il presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore in memoria di Abderrahim Fakir, il 43enne di origini marocchine morto il giorno prima al Pilastro durante un'operazione di polizia. Sul palco sono intervenuti, tra gli altri, lo stesso Lepore, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e i familiari della vittima, mentre la sorella Khadija è svenuta proprio nel momento in cui avrebbe dovuto prendere la parola la nipote Yossra. Al termine della manifestazione un gruppo di manifestanti si è staccato in corteo verso Prefettura e Questura, in piazza Roosevelt, dove il contatto con la polizia in tenuta antisommossa è degenerato in scontri: dalla folla sono volati oggetti e una bomba carta, gli agenti hanno risposto con manganellate, idranti e lacrimogeni.Fin dal primo pomeriggio la piazza si è riempita: le stime hanno parlato di alcune migliaia di partecipanti, in almeno un caso quantificati in cinquemila. Un pubblico eterogeneo, in cui si sono mescolate molte famiglie, diverse di origine straniera con bambini al seguito, e la componente più politicizzata dei centri sociali, presenti anche con le bandiere di Usb e Potere al Popolo. Gli attivisti si sono disposti agli ingressi di Palazzo Re Enzo e della Salaborsa, esponendo striscioni come "Giustizia per Fakir. Aboliamo la violenza di Stato padrone" e "Verità e giustizia per Fakir. Il Pilastro non si fa strumentalizzare". Dalla piazza si sono levati cori, da "Giustizia, giustizia" a "Tout le monde déteste la police". Nella parte degli interventi Lepore ha rivendicato la scelta di riunire la città. Il sindaco ha ricordato l'impegno del Comune per la verità sul 2 agosto e ha assicurato la vicinanza della comunità alla famiglia: "È morto un cittadino bolognese e come comunità bolognese siamo al loro fianco". De Pascale, arrivato in piazza, ha parlato di "un tratto di umanità" di fronte alla perdita di una vita, esprimendo "piena fiducia" nella magistratura e "apprezzamento per l'azione tempestiva dell'Ausl"; sulle immagini dell'intervento ha invitato alla prudenza, in attesa dell'autopsia e degli accertamenti medico-legali, e ha detto di essere rimasto in costante contatto con il sindaco. L'intervento più applaudito è stato quello di Yossra Fakir, nipote della vittima: "Si chiamava Abderrahim Fakir. Era mio zio. Non era un numero, non era una notizia, non era un caso di cronaca: era una persona amata". La ragazza ha rivendicato una richiesta "non di odio" ma di "verità, giustizia e dignità", mentre la piazza scandiva "Giustizia" e "Via lo scudo penale".La tensione è esplosa al termine dei discorsi. Un gruppo si è mosso in corteo fino a piazza Roosevelt, davanti a Prefettura e Questura, dove la polizia si era schierata in tenuta antisommossa con le camionette. Sotto i cori di "Assassini", "Vergogna" e "Chiedeva aiuto e voi lo avete ucciso", la prima fila dei manifestanti è entrata in contatto con gli agenti, che hanno reagito con alcune manganellate; nel frattempo diversi manifestanti si sono coperti il volto. Dopo un fitto lancio di bottiglie, cartelli stradali divelti e una bomba carta, le forze dell'ordine hanno attivato l'idrante e sparato lacrimogeni, avanzando di qualche metro. Alcuni manifestanti hanno staccato le protezioni dei finestrini dei blindati scagliandole contro i mezzi. Il grosso del corteo si è poi spostato su via Ugo Bassi, mentre un centinaio di irriducibili è rimasto davanti alla Prefettura, disperso a più riprese con l'idrante.
Migliaia in piazza a Bologna per Fakir, tensioni e scontri con la polizia che risponde con lacrimogeni e idranti - Il video
Diverse migliaia di persone in piazza del Nettuno per il 43 enne morto al Pilastro durante un'operazione di polizia. Poi gli scontri quando parte del corteo si










