Condannato in primo e secondo grado, Vincenzo Ganci è stato assolto dalla Corte d’appello di Palermo dalle contestazioni di associazione a delinquere ed estorsione dopo l’intervento della Cassazione, che ha annullato con la sentenza con rinvio. Il dipendente comunale, candidato alle amministrative, è assistito dagli avvocati Raffaele Bonsignore ed Antonio Gargano. Nel dicembre del 2019 era stato arrestato nel processo "Cupola 2.0» con l’accusa di aver fatto parte della famiglia di Misilmeri e di aver commesso una tentata estorsione ai danni di un titolare di bancarelle nel mercato locale. Per questi fatti è stato condannato in primo grado e in appello a 8 anni e 8 mesi di reclusione. La Cassazione ha annullato con rinvio la condanna e oggi la Corte d’appello, in diversa composizione, l’ha assolto e ha revocato la misura cautelare. «L'uomo ha scontato ingiustamente 5 anni e 6 mesi di reclusione», dicono i legali di Ganci. I giudici della terza sezione penale della Corte d’appello hanno confermato la condanna per Massimo Mulè, boss di Porta Nuova a 11 anni e 4 mesi, Settimo Mineo boss di Pagliarelli che presiedette la riunione mafiosa a 21 anni, Giovanni Salvatore Migliore a 8 anni e 8 mesi, Michele Rubino a 10 anni e 8 mesi. Riduzione di pena per Maurizio Crinò, da 9 anni e 4 mesi a 8 anni, e Domenico Nocilla a 9 anni anziché 9 anni e 8 mesi. Gli imputati dovranno risarcire le parti civili si sono costituite nel processo: Centro Pio La Torre, Addiopizzo, Confcommercio Palermo, Sos Impresa, Sicindustria, Rete per la legalità, Associazione per la lotta contro le illegalità, Confartigiananto e i Comuni, Villabate, Ficarazzi e Misilmeri.
Palermo, processo Cupola 2.0: condannati i boss di Pagliarelli e Porta Nuova
Condannato in primo e secondo grado, Vincenzo Ganci è stato assolto dalla Corte d’appello di Palermo dalle contestazioni di associazione a delinquere ed estorsione...









