Ogni settimana 90mila passeggeri di una delle specie più fastidiose, e pericolose, al mondo salgono su un volo diretto da Miami a Roma. Migliaia di zanzare tigre, quiescenti e stipate in scatoloni, vengono spedite per due volte nel giro di sette giorni dagli Stati Uniti all’Italia dove poi, una volta nella capitale, saranno liberate in ambiente nel giro di appena 24 ore. Detto così potrebbe sembrerebbe un film apocalittico, ma in realtà è proprio con questo primo curioso volo oltre oceano che inizia una sperimentazione davvero innovativa per tentare di diminuire il numero di zanzare tigre - responsabili ovunque di malattie estremamente pericolose - in Italia e in Europa. Su quei voli in arrivo da Miami ci sono infatti solo zanzare maschio definite “incompatibili”: dovessero accoppiarsi, le femmine deporranno uova sterili.
Dove stanno sperimentando questa tecnica, al centro ENEA Casaccia di Roma, “la capacità riproduttiva è stata ridotta di quasi il 90%” racconta a Green&Blue Riccardo Moretti, ricercatore ENEA presso la Divisione Biotecnologie e Agroindustria. I primi risultati, spiegano, sono molto incoraggianti. Nei laboratori ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ogni settimana i ricercatori aspettano circa cinque grandi “pacchi”, dieci in totale visti i due viaggi. Lì dentro, nei contenitori che arrivano dall’America grazie al lavoro e la collaborazione con i ricercatori di Google LLC (progetti Debug) e della Sapienza, ci sono maschi di zanzara tigre precedentemente allevati in laboratori dove - tramite la simbiosi con un batterio molto comune ed innocuo, chiamato Wolbachia - “i maschi risultano poi riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche”. Se rilasciati in natura questi maschi dunque andranno ad accoppiarsi con femmine le quali, successivamente, deporranno uova da cui potrebbe non nascere nulla. “Immaginiamoci che dopo essersi nutrite del sangue, anche il nostro, le femmine di zanzara tigre depongono in media un centinaio di uova. Da circa la metà di queste nasceranno femmine che a loro volta deporranno. Dunque è facile immaginare le cifre astronomiche dei numeri di zanzare tigre in circolazione” spiega Moretti. Per questo è difficile pensare di debellarle ma più semplice ipotizzare di "ostacolarne la diffusione".








