Alzi la mano, animalisti e vegani compresi, chi non gioirebbe all’idea di veder scomparire le zanzare e in particolare quelle della specie tigre. Ebbene, una sperimentazione condotta da Enea insieme a Google (progetto Debug) e all’Università Sapienza ha ridotto dell’88% le uova fertili di zanzara tigre applicando la cosiddetta Tecnica del Maschio Incompatibile (IIT). L’approccio si basa sul rilascio di un gran numero di maschi resi riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche tramite il batterio innocuo Wolbachia, rendendo sterili le uova prodotte.
Non si tratta di garantire solo giornate serene e senza fastidiose punture a chi d’estate vuole godersi la vita all’aria aperta: la strategia messa a punto nei laboratori, spiegano i ricercatori dell’Enea, offre un’alternativa ecologica e duratura agli insetticidi chimici per prevenire la diffusione di virus come dengue, chikungunya e Zika nei contesti urbani. Spiega Riccardo Moretti, ricercatore del Laboratorio Agricoltura 4.0 dell’Enea: «Questo approccio, applicato esclusivamente alla zanzara tigre, offre un’alternativa concreta all’uso massiccio di insetticidi chimici. Il risultato osservato è particolarmente rilevante perché ridurre in modo stabile la presenza di zanzare in grado di veicolare virus pericolosi significa rafforzare la prevenzione sanitaria, in particolare nei contesti urbani e periurbani più esposti e ci si aspetta che la ripresa delle attività nel 2026 amplifichi ancora di più questo effetto positivo. Inoltre, agendo sulla dinamica della popolazione nel tempo, vengono poste le basi per un controllo più duraturo, efficace e sostenibile delle popolazioni, mantenendole costantemente al di sotto delle soglie di rischio epidemiologico».








