Cardiologia
20 luglio 26 Vorrei fare una valutazione completa del rischio cardiovascolare. Oltre agli esami standard (colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi), ci sono esami più moderni o approfonditi che sarebbe opportuno controllare? Grazie.
Gentile Lettore,
gli esami da lei citati si limitano al profilo dei lipidi ematici. La valutazione del rischio cardiovascolare è molto più ampia e inizia necessariamente da una anamnesi familiare e da una raccolta della sua storia personale completa che riguarda il suo stile di vita passato e attuale (caratteristiche della sua alimentazione, esposizione a fattori nocivi come il fumo, livello di attività fisica, stress, stato dell’umore, ecc) e della sua storia di malattie non cardiovascolari e cardiovascolari. A questo si integra un esame fisico obiettivo che consente di ottenere molte informazioni utili per la stima del suo rischio come il suo rapporto peso/altezza, la sua pressione arteriosa, la presenza di alterazioni dei polsi o del ritmo cardiaco, ecc. Sono anche necessari esami del sangue e delle urine più completi per escludere altri fattori di rischio (ad esempio il diabete o l’insufficienza renale) e alcune cause cliniche di un aumento secondario del colesterolo (come ad esempio nel caso del ipotiroidismo o la perdita di proteine con le urine). Come vede, tutto si basa nel fare una visita clinica approfondita e mirata, la quale spesso va integrata nel caso di pazienti senza storia di eventi cardiovascolari (nella cosiddetta “prevenzione primaria”) con indagini di imaging ultrasonografica dei vasi carotidei e, solo in casi selezionati con un alto sospetto di malattia subclinica, anche dei vasi coronarici tramite studi radiologici senza o con mezzo di contrasto.






