La morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna nel quartiere Pilastro durante un intervento delle forze dell'ordine, ha innescato un'ondata di polemiche politiche, mobilitazioni sociali e denunce sulla libertà di stampa. Ad accendere il dibattito istituzionale è l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, che attraverso i propri canali social ha pubblicato un duro atto d'accusa contro la gestione dell'ordine pubblico in Italia. Secondo Salis, «Questo Paese deve seriamente fare i conti con l’uso della forza da parte delle Forze dell’Ordine, che in alcuni contesti e nei confronti di determinati gruppi sociali assume caratteristiche particolarmente violente». L'esponente di Avs avverte che l'Italia sta scivolando verso un pericoloso modello securitario simile a quello statunitense, invocando una profonda riflessione sulle modalità operative e accusando la destra di alimentare la paura per trasformarla in consenso politico, basandosi su una concezione barbarica dei rapporti sociali. Per l'eurodeputata, i pilastri di una politica di sicurezza efficace dovrebbero essere «De-escalation, dialogo, prevenzione, educazione, cura, approcci comunitari», in netta contrapposizione con l'attuale esecutivo che, a suo avviso, continua a trarre profitto politico da questo clima.