L'intervista del ministro Nordio al Corriere della Sera«Le immagini violente sono sempre fonte di grande disagio. Bisogna però tener conto delle situazioni anche psicologiche di chi si trova a dover operare in momenti di estrema difficoltà. In ogni caso occorre attendere l'esito dell'autopsia». Lo dice in un'intervista al Corriere della sera, Carlo Nordio, ministro della Giustizia, a proposito del video di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro nel corso di un intervento della polizia, mentre grida «basta». Poi alla domanda se le nostre forze dell'ordine si stiano avvicinando al modello americano dell'Ice, il Guardasigilli replica: «No. Quello Usa e' molto diverso. Sia nella disciplina della legittima difesa, sia in quello dell'uso delle armi da parte della polizia. Dopo 40 anni di esperienza da pm so che l'uso delle armi delle nostre forze dell'ordine è sempre stato molto prudente».
La morte di Fakir: Bologna si risveglia dopo una notte di violenza Bologna si risveglia tramortita dopo i violenti scontri che nella tarda serata del 20 luglio hanno devastato il centro della città. Solo verso l'una di notte la situazione è tornata alla «normalità»: uno sparuto gruppo di attivisti è rimasto in presidio sotto la Questura per poi defluire quando alcuni manifestanti che erano stati portati negli uffici di piazza Galileo Galilei sono stati rilasciati. Non mancheranno le polemiche contro il sindaco Matteo Lepore, indicato come responsabile per quanto successo avendo lanciato la piazza di «solidarietà e verità» per la morte di Abderrahim Fakir. Il presidio in realtà si è svolto pacificamente ed è stato molto partecipato: i problemi sono arrivati dal gruppo di antagonisti dei centri sociali e dei collettivi che si sono mossi verso la Questura e la Prefettura cercando il contatto con il servizio d'ordine in tenuta antisommossa. Per tutta la serata via Venezian, adiacente al Comune di Bologna, e via Ugo Bassi si sono trasformate in un campo di battaglia.










