Da semplice ipotesi a possibilità concreta. L'Italia prova a convincere Pep Guardiola a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale, con Paolo Maldini e Leonardo che hanno illustrato all'allenatore catalano il progetto tecnico della FIGC. Una candidatura che certifica la volontà di aprire un nuovo ciclo affidandosi a uno dei tecnici più influenti dell'era moderna.

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Al di là della risposta di Guardiola, il messaggio è chiaro: il calcio italiano guarda ancora una volta alla scuola spagnola, oggi più che mai punto di riferimento a livello internazionale. Non è un caso. Dopo il dominio del Manchester City degli ultimi anni e il successo della Spagna ai Mondiali, il modello iberico - anche quello in continua evoluzione di Guardiola - continua a essere considerato quello da seguire per costruire un calcio moderno, propositivo e capace di valorizzare i talenti.

Come giocava Guardiola al Barcellona

Negli ultimi quindici anni la Spagna fatto divertire, rivoluzionando il modo di interpretare il calcio. Dalla generazione del tiki-taka fino agli sviluppi più recenti, il filo conduttore è sempre stato lo stesso: controllo del pallone, occupazione razionale degli spazi e ricerca costante della superiorità numerica.