Lo storico ma indimenticabile microprocessore Zilog Z80 compie 50 anni. Nato nel 1976 come alternativa più integrata e versatile all’Intel 8080, ha attraversato l’epoca dei primi personal computer, degli home computer, delle sale giochi e dei sistemi industriali, arrivando fino a dispositivi rimasti operativi per decenni. La produzione delle versioni classiche si è conclusa a giugno 2024, dopo circa 48 anni: una durata eccezionale per un circuito integrato commerciale. In un articolo di un paio di anni fa raccontavamo proprio come Zilog Z80 sia diventata una CPU aperta e libera.
Con bus dati a 8 bit, spazio di indirizzamento da 64 KB e una frequenza iniziale nell’ordine di pochi megahertz, Z80 contribuì a definire una base hardware comune per macchine CP/M, interpreti BASIC, computer domestici e controllori dedicati.
La longevità, però, racconta solo una parte della storia. Lo Z80 ebbe successo perché risolveva problemi concreti: semplificava l’elettronica necessaria intorno alla CPU, conservava la compatibilità binaria con il software scritto per l’8080 e aggiungeva registri, istruzioni e modalità di interrupt che rendevano più pratico lo sviluppo. Permetteva insomma di costruire un computer completo usando meno logica esterna rispetto a molte soluzioni precedenti. Con vantaggi economici, quindi, ma anche progettuali.






