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di Laura Valvo

20 Luglio 2026, 15:25

Siracusa custodisce uno dei luoghi di fede più conosciuti del Novecento, legato alla lacrimazione della Madonna del 1953, eppure non riesce ancora a trasformare questo patrimonio spirituale in un motore di turismo religioso capace di attrarre pellegrini durante tutto l’anno. Un paradosso che appare ancora più evidente se si considera che molte altre città hanno costruito un’offerta religiosa e culturale molto più strutturata attorno a eventi e santuari di rilievo anche inferiore.

Il Santuario della Madonna delle Lacrime rappresenta una meta di grande valore per i fedeli ma manca - nonostante gli sforzi e l’abnegazione del rettore don Aurelio Russo - una strategia complessiva che colleghi il luogo di culto agli altri tesori religiosi, storici e artistici della città.