(di Chiara Venuto) La Sicilia è un museo a cielo aperto.
Ne è passata di gente da questa terra: in ordine sparso, ci sono stati fenici, bizantini, Borboni, normanni, arabi, piemontesi, romani, greci.
La loro eredità non è solo riportata nei libri di storia, ma pure nei sette siti Patrimonio dell'umanità Unesco presenti sull'isola, che valgono una visita.
Ne 'La vita errante', Guy de Maupassant scrive che il colle della Valle dei Templi di Agrigento evoca in chi lo osserva i fantasmi del passato e gli dei dell'Olimpo.
Ed è davvero così: visitarla significa immergersi in un paesaggio sospeso tra mito e storia. Un degno percorso in chiave archeologica, pur partendo da Agrigento, deve poi proseguire verso Oriente, fino a Siracusa e la vicina Necropoli di Pantalica. Qui, a dominare la visita è il mistero della preistoria: nel canyon creato dai fiumi Anapo e Calcinara ci sono oltre 5mila tombe a grotticella scavate nelle pareti rocciose. Siracusa, invece, offre uno dei più straordinari palinsesti storici del Mediterraneo, testimoniando le diverse dominazioni e il continuo sviluppo della città nei secoli.






