<p> </p> <ul class="leggi-anche"> <li>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/export-la-farnesina-riparte-dai-territori-torino-apre-il-percorso-verso-la-conferenza-nazionale-2026-202604281351504100" target="_blank">Export, la Farnesina riparte dai territori: Torino apre il percorso verso la Conferenza nazionale 2026</a></li> </ul> <p> </p> <p>Il turismo religioso si conferma uno dei segmenti più dinamici dell'industria turistica internazionale.

Secondo le stime del settore, ogni anno coinvolge oltre <strong>300 milioni di pellegrini </strong>e viaggiatori e genera un impatto economico superiore ai <strong>18 miliardi di euro</strong>, grazie ai flussi diretti verso santuari, cammini spirituali, luoghi della fede e itinerari di turismo culturale.

Il comparto produce ricadute sull’intera filiera turistica, dalla ricettività alla ristorazione, dai trasporti ai servizi, contribuendo anche alla destagionalizzazione dei flussi e alla valorizzazione delle aree interne. </p> <p>Accanto alla dimensione economica, il turismo religioso mantiene una forte componente culturale e spirituale, favorendo la conoscenza dei territori, l'incontro tra comunità e la salvaguardia del patrimonio religioso e storico. </p> <h2>La crescita della rete internazionale</h2> <p>In questo contesto, la <em>World Religious Tourism Network</em> ha rivolto un appello al ministro del Turismo, <strong>Gianmarco Mazzi</strong>, chiedendo l’istituzione di una struttura permanente dedicata al comparto, con funzioni di coordinamento delle politiche nazionali, sviluppo dei cammini religiosi e valorizzazione delle destinazioni. </p> <p>La richiesta arriva mentre la rete internazionale consolida la propria presenza in Italia con l’ingresso dell’Area Sud della <strong>Basilicata</strong>, iniziativa che punta a rafforzare il ruolo del Mezzogiorno nello sviluppo del turismo religioso e sostenibile.