Non è arrivato a Milano solo perché una volta a bordo dell’aereo si è seduto in un posto già assegnato che è stato rivendicato dal passeggero titolare. E si è scoperto che non solo non aveva il biglietto, ma anche che con sé non aveva documenti. Eppure era riuscito a superare tutti i controlli e a imbarcarsi con un trolley. Che, invece, è rimasto nella cappelliera per arrivare fino a Milano. Senza proprietario. Ossia un cinquantenne quartese con problemi psichici che il 13 luglio è stato, suo malgrado – per ragioni cliniche - protagonista di una vicenda al limite (forse oltre) del surreale che, se confermata in tutti i suoi aspetti, certificherebbe varie falle: quelle dei controlli nell'aeroporto di Elmas, ma anche del sistema delle cure per la salute mentale in Sardegna.
La Sogaer
Prima dei fatti, una precisazione: dalla Sogaer, società di gestione dello scalo cagliaritano, non arriva alcuna smentita sulla ricostruzione di quanto avvenuto lunedì al Mario Mameli, fin sopra l’aereo Aeroitalia del pomeriggio diretto a Linate. La Spa fa sapere che «la persona coinvolta aveva regolarmente effettuato i controlli di sicurezza aeroportuale». Il riferimento dovrebbe essere al bagaglio, che è stato passato allo scanner. Quindi, in teoria, sarebbe stato escluso ogni pericolo per il volo. Anche se nessuno sapeva che quella piccola valigia fosse a bordo.







