Al centro dell'inchiesta del Wsj figura Brad Parscale, già responsabile della campagna elettorale di Donald Trump nel 2020 e oggi responsabile della strategia della Salem Media, conglomerato mediatico cristiano conservatore che ospita commentatori come Scott Jennings, Hugh Hewitt e Lara Trump. Parscale avrebbe ricevuto oltre 45 milioni di dollari per gestire una serie di campagne israeliane destinate al mercato americano. Parte del contratto, secondo il Wsj, prevedeva l'invio di messaggi di testo generati dall'intelligenza artificiale a migliaia di cittadini statunitensi, con il pretesto di "condividere prospettive e sensibilizzare le persone sull'importanza della relazione tra Stati Uniti e Israele”. I bot avrebbero indirizzato gli utenti verso siti costruiti ad hoc, come Allyvia.org, e avrebbero avuto una funzione duplice: individuare le principali preoccupazioni degli americani riguardo a Israele, contrastarle e riferire i risultati al governo. Secondo quanto riportato dal Time, tra gli obiettivi del contratto figurava anche quello di influenzare le risposte che strumenti di intelligenza artificiale come ChatGpt, Claude e Gemini forniscono agli utenti sul conflitto israeliano. Parscale e Salem Media hanno smentito di aver pagato i propri conduttori per sostenere posizioni specifiche sullo Stato ebraico. "I nostri conduttori hanno costruito la loro carriera dicendo esattamente quello che pensano, non leggendo dal copione di qualcun altro", ha dichiarato al Wsj il ceo di Salem, David Santrella.Il governo israeliano si sarebbe avvalso, sempre secondo il Wsj, di almeno sei società in totale, con oltre trenta nuovi agenti stranieri registrati per Israele negli ultimi mesi, molti dei quali provenienti dal settore del marketing. Tra i casi citati figura Show Faith by Works, gruppo che avrebbe depositato documenti con piani per raggiungere circa quattro milioni di membri di megachiese e studenti universitari cristiani nel sud-ovest degli Stati Uniti attraverso una campagna di geolocalizzazione, inviando messaggi filo-israeliani che avrebbero associato "la popolazione palestinese a fazioni estremiste" e mirato a personalità come l'attore Chris Pratt e il cestista Steph Curry. Il fondatore del gruppo ha poi dichiarato al Wsj di aver cambiato direzione, destinando i fondi alla costruzione di un museo mobile. Il report ricorda che il confronto storico più vicino per scala è quello con il Qatar, che avrebbe speso circa 400 milioni di dollari per influenzare l'opinione pubblica americana. Israele, nel 2026, li avrebbe quasi raddoppiati.