Un messaggio sul cellulare, firmato Emma: “Come pensi che i colloqui di pace tra Usa e Israele con l’Iran influenzeranno la sicurezza globale?”. Un altro, questa volta il mittente è John, che si definisce membro di un gruppo chiamato Friends for peace, Amici per la pace. “Raccogliamo opinioni su Israele, ti va di darci il tuo contributo?”. John ed Emma non esistono, i testi sono stati creati con un sistema di intelligenza artificiale e fatti recapitare negli scorsi mesi sugli smartphone di milioni di americani, con lo scopo di migliorare l’immagine di Israele negli Stati Uniti, suo principale alleato.

Lo racconta in un pezzo molto dettagliato il Wall Street Journal, secondo cui Israele ha sborsato più di 50 milioni di dollari per orientare l’opinione pubblica statunitense, spaccata e in parte molto critica sui bombardamenti contro Teheran e sull’operato del governo Netanyahu. Il giudizio negativo su Israele e sulla sue gestione dell’operazione militare in Iran e a Gaza riguarda il 60% degli adulti americani, secondo un sondaggio condotto dal Pew Research Center a marzo. In particolare tra l’elettorato democratico, il sostegno a Tel Aviv è andato via via riducendosi con il passare dei mesi.