Il cambio della guardia a Downing Street è cosa fatta: Keir Starmer si è dimesso formalmente da premier britannico nelle mani di re Carlo III (che le ha accettate) a Buckingham Palace, dove è stato convocato Andy Burnham, proclamato leader del Partito laburista di maggioranza venerdì scorso, per ricevere l'incarico di formare un nuovo governo. La cerimonia, detta tradizionalmente del 'bacio della mano' al sovrano, non prevede più da tempo questo atto di omaggio. Per il 77enne re Carlo si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena 4 anni di regno.

"Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa", ha detto Keir Starmer nel suo discorso di saluto alla nazione, subito prima di lasciare definitivamente Downing Street per recarsi da re Carlo III a formalizzare le sue dimissioni e passare le consegne al compagno di partito. Starmer ha assicurato il suo "pieno sostegno a Andy Burnham". "Me ne vado con buona grazia, con il sorriso sul volto e orgoglioso di quanto abbiamo fatto", ha concluso.

Starmer si è mostrato sorridente, al di là di qualche accento di commozione a tratti nella voce, uscendo dal portoncino al numero 10 mano nella mano con la moglie Victoria. Ha parlato in una mattinata di sole davanti a una piccola folla di familiari, fedelissimi e giornalisti che lo ha applaudito insistentemente. Ha quindi rivendicato ancora una volta di aver risollevato il suo partito in sei anni da leader, dopo una sconfitta "disastrosa" alle elezioni del 2019.