Una maglietta con la scritta "I can't breathe" - la frase pronunciata da George Floyd il 25 maggio 2020, mentre agonizzava durante il violento arresto a Minneapolis che ne provocò la morte - è stata indossata stamattina dall’assessora alla Cultura della Regione Puglia, Silvia Miglietta, prima della presentazione di alcuni eventi. Il gesto simbolico è legato alla morte, ieri a Bologna, di Abderrahim Fakir, 42enne di origini marocchine deceduto durante un fermo di polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro. «Ho scelto di indossare questa maglietta - ha detto l'assessora - che è la frase che George Floyd ha pronunciato prima di morire, ammazzato a Minneapolis da un agente federale. Probabilmente è la frase che ieri Fakir ha pronunciato prima di morire a Bologna per mano di due agenti della polizia». «Sicuramente - ha aggiunto - ci sono delle indagini che racconteranno la verità su quello che è successo ieri, ma intanto non possiamo non registrare l’atrocità di questo fermo che invece di tutelare una persona l’ha condotta alla morte in mezzo alla strada».
La morte di Abderrahim Fakir: cosa è successo
Lo hanno fermato prima usando lo spray al peperoncino e poi bloccandolo a faccia in giù e legandogli polsi e caviglie. È morto così Abderrahim Fakir, 42enne di origine marocchina, regolare, fermato ieri mattina dagli agenti di polizia dopo essere andato in escandescenze in via Svevo, nel cuore del Pilastro, quartiere popolare e multietnico di Bologna. Lo stesso che, durante la campagna elettorale del 2020, finì agli onori delle cronache per l'"incursione» di Matteo Salvini in un condominio in cerca di presunti spacciatori.










